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    22/04/2007

    Pettine mentale


    La mente è una gabbia nella quale siamo tutti inesorabilmente rinchiusi.

    Rantolanti su noi stessi, gettiamo via pensieri indesiderati come spazzatura, pur consapevoli che le fiabe non esistono nel cervello e che dunque prima o poi l'indesiderabile momento tornerà come un nodo al pettine dal quale non ci si può districare.
    Fughe su fughe. Fughe da cosa? Fughe dal nodo da noi stessi creato.
    Bello pettinarsi al mattino, uscire di casa nella speranza che un occhio curiosamente affascinato cada su di noi, vero?
    Ma in realtà non si fa altro che rendere più liscio e scorrevole quel groviglio di pensieri che sta un pò più in là, dentro la gabbia... Quella gabbia le cui sbarre facciamo finta di non vedere, convinti che prima o poi spariranno come ghiaccio gelido di fronte al sole torrido di un'estate senza fine.
    Puf, ed i problemi si volatilizzano.
    Puf, e il principe azzurro compare nella fiaba, alleviando il nodo momentaneo.
    Puf, e tutto scompare.
    Veloci, scorrono scelte troppo spesso attribuite al fato, al destino...
    Perchè come fai a pettinarti il retro della nuca se non riesci a vedere il tuo riflesso a meno che non intervenga qualcun altro in soccorso?
    Ed all'improvviso ti accorgi che i nodi sono come i rami. Rami la cui radice parte in quella gabbia buia, dove i pensieri vengono dribblati come ostacoli di poco conto.
    Poi... Il tempo passa, è vero. Ma i rami si allungano, le radici si nutrono, i frutti maturano.
    E la nuca resta spettinata, in attesa che venga sistemato il vero nodo: quello che sta al suo interno.

    Ed intanto lo specchio mi ricorda che sono spettinatamente me stesso.




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    A "tu per tu" con me stesso, in un "tempo fa" senza dimensioni.

    13 Aprile 2007

    Quanto tempo...Quanto tempo che non avvertivo questa strana sensazione di colmo vuoto...La saggezza del silenzio le cui parole inespresse sono quelle che rimangono impresse nell'anima come preziosi bollini di vita.
    Disarmato, ripongo ogni corazza nella cesta ricolma di sciocchezze...Mi godo i respiri come un drogato si gode una striscia di paradiso bianco in polvere, lasciando fuggire i pensieri su una zattera solitaria che si lascia trasportare dalla quiete del mare.
    Fuori c'è vento. Le nuvole lentamente svaniscono. Anch'esse si lasciano trasportare dalla brezza che tira questa sera.
    Caldo e freddo giocano tra loro.

    -Ehy signor Caldo, guarda che ora è il mio turno!-
    -Eh no, eh! Mi sembrava d'esser stato chiaro. Fino alle 23 tocca a me!-
    --Ma uffa! Non è giusto, io adesso ce lo vado a dire a mamma Pioggia così poi impari!-


    Il caldo a quanto pare ha vinto, a giudicare dalla sensazione di sudore appiccicoso che mi invade le mani...
    ...Giorni che passano. Giorni che restano, immobili, fermi su quel piedistallo chiamato Senso.
    è il mio corpo che cambia nella forma e nel colore, è in trasformazione..." cantavano i Litfiba.
    Note che sanno di passato, note che un pò si tuffano nel presente quando fermo il tempo e scorgo il mio volto mutato. E mi viene da sorridere in fin dei conti mentre isolandomi dal tempo mi balzano alla mente giornate di una vita fa...Giornate semplici, un pò stupide, un pò motivate dalla cazzata del giorno.
    E tò un falò in mezzo alla città, tò una guerra di petardi, tò le corse via dai vecchietti infuriati dagli scherzi telefonici di ragazzi immersi un'estate fin troppo calda e semplicemente priva di impegni, veri impegni.
    Ed ora...Quanto di me è rimasto in quello specchio nel quale scruto il mio riflesso? Quanti aspetti di quel "me" sono comparsi senza preavviso, senza domandare nulla, senza portare giustificazioni per delle presenze di troppo?
    E domani? Già, domani. Domani cosa ne sarà dello sguardo riflesso nello specchio che in questo presente scruto minuziosamente? Lascerà forse spazio a stufefazione? Rimorsi? Lamentele? Infiniti punti di domanda poggiati su ciò che non è stato fatto?
    Boh.
    Sta di fatto che questo processo ha già iniziato il suo corso, e mentre scrivo infiniti punti di domanda il mio presente si sta facendo sempre più passato.
    I rimpianti si fanno troppo vicini. Ed allora me ne frego, alzo la testa e comincio a correre felice e spensierato via dai problemi, via da questi dannati rimpianti, direzione sorriso.
    Rivoglio ciò che ho visto sparire in un batter d'occhio, rivoglio ciò per cui ho lottato insistentemente e che ora vola via dai miei occhi pietrificati. Rivoglio il mio passato presente, quello che, a differenza di quelo remoto che ho volutamente abbandonato, ho visto allontanarsi verso l'orizzonte di un nuovo futuro sconosciutamente inesplorato senza di me.
    A volte gli specchi fanno magie, basta saper guardare al loro interno.




    Respiro lento...Aspetto il vento...