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25/06/2007 Fervido orizzonteFingere l'inspiegabile, nascondendo la ragione prepotente sotto mani innocenti rivestite di ruvide realtà. Tastare la vittima morbida, vederla ignara contorcersi su sè stessa, intenzionata per brevi attimi eterni a riporre il proprio scudo là dove le battaglie non hanno inizio nè fine. Assaporare la debolezza, nutrendosi di ogni spiraglio di dolorosa penetrazione, lasciando al dubbio ogni ripensamento coscienzioso. Respirare aria sporca, contaminando ogni polmone, ogni respiro di ogni persona. Vittima senza volto. Celati dietro all'ombra, intravedere follia ed istinto riassunti in un sol corpo, una sola ragione che nutre occhi porgenti cupa serenità. Pupille dilatate, lo sguardo si pone su orizzonti tramontati, quelli persi, lasciati al loro proseguimento senza portar con sè la nostra attenzione, poichè quelli non eran altro che timori e paure e, come tali, avevan da tramontare. Offrire frutti di speranza, succosi già in superficie dinanzi allo sguardo affamato. ![]() Morso non dato è morso prelibato, così che le mani colme di generosità compaiono improvvisamente alla luce, ruvide più che mai. Orizzonti abbandonati risorgono di fronte al sole impietrito, fornendo al cielo scaglie di rosso sangue, rosso timore, rosso fervore. Dinanzi a tal gioco, fornire in pasto il succo della consapevolezza residua, ciò che di ingenuità coltivata con estrema convinzione non riveste più alcuna traccia. Fervore fioco all'orizzonte, ti pare di scorgere il mio volto come vittima del tuo gioco, senza però riuscir a giocare sugli spiragli riposti nella mia ruvida inconsapevolezza. Questo gioco è' tempo perso, credimi, è solo tempo perso. Simo E ora che il tuo animo si sente così additato, ...Credi davvero che io mi stessi rivolgendo proprio a te? O questa sensazione è forse frutto dei tuoi stessi orizzonti abbandonati, dei tuoi stessi timori? 13/06/2007 Varco essenziale
Musica e note che non hanno bisogno di un "perchè".
Melodia che giunge senza alcun preavviso, strappando di colpo tutto ciò che si ha dentro. E' una lacerazione vera e propria, questa. Il respiro si affanna, i brividi danno segno di un coinvolgimento magico. Immobile, lasciarsi rapire dalla melodia che oramai riecheggia nella mente, quasi fosse una vera e propria necessità. Non vedere il volto mentre si scrive, in compenso però sentirlo andare a ritmo col testo, diventando un tutt'uno che scorre fluido mentre semina il vento il cui raccolto è un inconsapevole tempesta dalla quale non si piò sfuggire. Chissà se il cielo, anch'esso immobile, riesce ad avvertire questa pulsazione tanto forte da far male... Chissà se si è affacciato al balcone del nuovo giorno con un vestito grigio perchè è triste, o magari confuso... Chissà se questo cielo è in grado di sentire fin quaggiù, qua dove le rondini volano libere annunciando il temporale imminente... No, forse no. Forse lui non sa di cosa io stia parlando e, pur non sapendo ciò che gli vorrei dire, non intende ascoltare voce alcuna. Musica preziosa che apre un varco dentro sè stessi, là dove si intrecciano i più grandi enigmi celati dietro labirinti distesi oltre i limiti dell'immaginazione, là dove si combatte la vera guerra, quella con sè stessi. Il combattimento più violento che evitiamo, quello che potrebbe trasformarsi in piuma che accarezza i sensi rendendoli indifesi e dal quale invece fuggiamo via, convinti di essere più veloci di qualsiasi ostacolo che incontriamo a causa delle nostre scelte. Godetevi la vita così come vi godete la vostra quantità di nicotina giornaliera, ma fatelo levando di mezzo qualsiasi filtro che fa da interferenza all'essenza delle cose. La musica è l'essenza, in questo caso. Io vi fornisco un varco, a voi la scelta se attraversarlo o meno. Simo |
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