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12/30/2008 December (& il signor B.)Collective Soul - December
Quando arriva Dicembre non c'è un cazzo da fare, te lo devi prendere com'è, 31 giorni che uno dopo l'altro si concatenano in un unico punto di domanda affilato come una lama.
Anche se aggiorno incostantemente questo blog, approfitto di questo post per farvi gli auguri di buon anno, sperando che sia migliore di quello appena trascorso (questa frase funziona sempre perchè nessuno si sente mai abbastanza soddisfatto di ciò che è e che ha) e blablabla.
Condotta viva, vivace e vivaldi: Vodafone! Anche quest'anno non ti donerò il mio credito per inoltrare messaggi di auguri accccazzo. Io ho Edvige, anticotta. Indi ti boicotto. Il nuovo anno lo festeggerò con Emy, la mia stupenda princy che mi fa le coccole più tenere del mondo.
Ti amo3 cippola, già ci vedo a brindare con un bicchiere di champagne in mano ...E uno steakhouse burger / whopper nell'altra :) P.S.: anche quest'anno l'omicidio del signor B., noto anche come Babbo Natale, non è andato a buon fine. Provvederò alla svelta munendomi di mezzi più idonei.
Simo (padrone dei fichi) 6/12/2008 Viva la vidaCapita di addormentarsi sul divano, tele accesa, bava alla bocca. Così, al di là di tutte le notizie, di tutte le magliette a maniche corte e degli ombrelli che si cedono il trono senza troppi complimenti, di tutti i post-it mentali che mi ricordano che in fondo anch'io dovrei unirmi al club del microprocessore e farmi due calcoli senza troppe pretese, apro iTunes e scopro di aver trovato la canzone che aspettavo. Una canzone che silenziosamente strappa dal corpo un succo prelibato nascosto con tanta cura da far sì che spesso manchi persino all'appello mattutino dei nostri desideri. Succo di Felicità. 5/16/2008 Lacrime dalla lunaNon arrivano dalla luna, forse...Però arrivano.
E a volte non si fanno sentire, si fanno avanti nei silenzi più serrati e si riparano nei ripostigli più segreti dell'anima.
Sono brividi inaspettati in un viaggio retto dove la meta è anche la partenza, sono lacrime non possono essere viste e che cadono senza far rumore lasciando che sia un eco di pensieri a far loro da cuscino per poter restare immerse un altro giorno, un'altra vita... Per poi uscire come urla assordanti e confuse. Credo che siano queste le mie lacrime dalla luna. 3/21/2008 La CrisiBluvertigo - La Crisi P.S: { Dissento da chi sostiene che il testo di una canzone trovi riscontro nella vita di chi la ascolta. } { Dissento anche da chi crede che si debbano scrivere papiri per dare un senso alle parole. } 2/20/2008 A day without rain20/2 18. ...Una qualsiasi giornata. Sacro silenzio. Irrefrenabile emozione. Meraviglioso spiazzamento. Onnipotente melodia. Enya 12/18/2007 Vita in festaE' strano vedere esplodere una bomba senza che questa faccia rumore. E' così che respiro la mia vita pura.
...Oltre alle polveri sottili ovviamente.
Godetevi le feste (per la cronaca rosa io me le passerò insieme ad Emy, la dolce meraviglia con la quale festeggerò anche i Nostri 2 anni insieme.) Simo
11/5/2007 ...E tutto si spegne prima questa sera. Il buio cala mentre gli occhi cercano una luce che il cuore sente lontana... Diventa una questione di tempo, di sentenze accordate e di note, certo quelle un pò meno accordate. Musica che unisce il silenzio comune in un sospiro più profondo che mai, polmoni aperti a questo profumo di sintonia... Penso e ripenso, e penso che se oggi ho sbagliato non c'è motivo di creare ologrammi fatti di "se" riferiti al passato ma piuttosto è meglio guardare avanti, domani è un altro giorno, certo forse non migliore ma comunque carico di speranza. Sono pronto a rimediare e non importa quanto blindato sia l'accesso... Quando l'istinto sovrasta la ragione il cuore governa l'anima e la spinge avanti, pronta a piegarsi, a spezzarsi, a bruciarsi, a contorcersi su sè stessa...Non importa quali siano i rischi, quando la motivazione è più grande degli errori non c'è freno capace di fermare la sua corsa.
10/29/2007 Mao...E così mi mancano le parole.
Mi mancano le parole in questa sera che mi scorre nelle vene così gelida da non farmi respirare. Vorrei guardarmi avanti e ritrovarti qui, su questa scrivania a distrarmi dal monitor per attirare la mia attenzione su di me...quasi come a dirmi " uè pezzente, guarda che qua esisto pure io eh! " e invece questo è ciò che resta, ricordi sfumati in lacrime e ciotole lavate in fretta con la speranza di alleviare questa mancanza che mi logora dentro, mi brucia fino al punto di corrodere i sensi... Vorrei tenerti ancora qua stretto tra le mie braccia e stuzzicarti fino a farti arrabbiare, o ancora a farti spazio sul mio letto la notte per farmi compagnia... Questa stanza è legno che brucia senza te, e questa casa è vuoto che invade ogni spazio, dilaniandolo... ![]() E le mie mani indossano ancora la tua paura, i tuoi tentativi di fuga di fronte alla fine immente...Le mie mani ti indossano ancora. Ed ora...ora è buffo pensare che mi sento un pò come te, in fuga da questa realtà che spezza 13 anni insostituibili.. Così nel silenzio mi stringo il cuore e ti dedico queste righe che se avessi avuto modo di leggere o anche solo di intravedere forse non mi avresti permesso di portare a termine, e scusa se lo faccio senza il tuo permesso, sono certo che stanotte potrai darti da fare nel graffiarmi in un sogno... Scusa se ti ho lasciato spegnere sotto il neon della morte stretto forte alle mie braccia, spero solo che almeno ora tu possa stare meglio. MAI Perdonami se ho scelto di non farti soffrire più, perdonami se non ti ho permesso di sfuggire alla paura più grande di tutte. Mi dispiace tanto. Non ti dimenticherò mai, mio piccolo Simba. Anche se ancora non riesco a crederci. GRAZIE DI TUTTO Ti voglio bene Mao
10/15/2007 Illusione estroflessionataCiao, sono io. FIEUNA! Ed oggi scrivo perchè sento di dover lasciare scritto ciò che penso in questo momento, un pò come uno di quei momenti in cui il presente attuale può fare da passato impolverato ma restauratore in un futuro prossimo. Simo, SMETTILA DI BUCARTI! Spazio serietà - Partoriamo teorie di vita umana Illudersi. Che sarà mai credere nei sogni, credere nelle proprie cause, giuste, sbagliate, condivise o non condivise che siano... Pregiudizi e paranoie sono impotenti di fronte all'ostinazione. Si, l'illusione credo non sia altro che un'ostinazione che ci corrode l'anima ma senza la quale non possiamo assolutamente stare...è quel pizzico di speranza che ci lega ancora di più alla nostra vita e al senso che cerchiamo di darle, è quella follia che brilla negli occhi e al quale si è disposti a credere anche nei momenti più scuri ed oscuri. Dove saremmo senza illusione? Sparpagliati qua e là come corpi senza vita, come aquiloni sventolati nel cielo sebbene privi di colore, come tramonti senza sole... Illusione non è altro che il modo in cui amiamo etichettare la voglia di buttarci al di là di un muro che ci viene scaraventato davanti agli occhi ogni volta che cerchiamo di scavalcarlo, illusione non è altro che ciò da cui spesso scappiamo per paura di soffrire, di rimanere feriti di fronte all'evidenza di aver commesso un errore ma di averlo comunque fatto seguendo i propri istinti. Manichini. Foglie secche. E poi...bici che lampeggiano nella sera che si fa sempre più avanti. Illusione. Che magico mistero che è questa innata ricerca di stabilità. Sera. Luna. Stella polare. Orsetto polare. Emy che ha freddo. Cinema. Twix. Farfalla kamikaze che mi sussurra "buongiorno, stronzo!". Autunno. Giovedì secondo me piove. Meteo. Emy mi lancia le Gaucho (ma perchè?) addosso. Odore di bruciato. Rosso fuoco. Luna rossa. Daltonismo? Grigliate planetarie. Ma chi me lo fa fare di usare la scatola cranica. Mi estroflessiono. Branchie. Pesci. Astrologia. Fortuna a palate. Superbia a palettate. Emy è la mia gnoffola. Capra. E behhhhhhhh. Pino la lavatrice. Jeans. Pirleggio. Sport. Medaglia d'oro. E' sera e senza sapere di partecipare ad una competizione ho vinto. Se i castelli si costruissero in aria i miei occuperebbero più spazio delle polveri sottili. 9/20/2007 ...INTRODUZIONE ...No, questo non è un romanzo. Posso affermare con certezza di convivere con una serra. Si, perchè oramai siamo a livelli di vera e proprie condivisione territoriale, tant'è che tra un pò qua dentro dovrò girare con un fucile a canne mozze per timore di finire in mano al clan dei gelsomini. Piante ovunque, rami che crescono fino ad arrivare a sbirciarti l'interno delle narici mentre dormi, canne di bambù da fare invidia pure al team di Mowgli. Molleggio. E uno, e due, e tre e ciondola! In una memorabile corsa sulle scale con la mia ombra immaginaria ho molleggiato talmente tanto da perdere una rotula e mezzo ma che sarà mai...che si possa mai morire rotulando per delle scale? Ahahaha...ahh...h. Che amarezza. Comincio a sospettare che le canne di bambù abbiano cominciato a colonizzare il mio cervello. Altro che More Brain Training. CAPITOLO UNO Enigma cifrato (una parola):
1010110 - 1100001 - 1100110 - 1100110 - 1100001 1101110 - 1100011 - 1110101 - 1101100 - 1101111
V - A - F - F - A - N - C - U - L - O
Fu così che quando posi un caloroso saluto cifrato ricevetti un applauso collettivo sottoforma di peti. Ok, basta scrivere stronzate. Se avete tempo in eccesso sfogatevi su importanti e noti settimanali quali "La settimana enigmistica", "Gente", "Chi", "Famiglia cristiana" e i gettonatissimi "Ma i cazzi tuoi mai?" e "Mestruo 365 magazine". ||||||||||||||||||||| FINE |||||||||||||||||||||
Perchè tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine.
...Per fortuna.
7/18/2007 ...Bu!Sono tornato.
Niente sarà più come prima. Nemmeno io. Nemmeno voi. Nemmeno loro. Siamo tutti diversi in base ai punti di vista. Sono le 00.12 del 18 Luglio. Voglio tornare al mare. Cazzu cazzu. Lucidità mentale 5%. Calli alle mani per via delle valigie. Profumo di nostalgia. Occhi chiusi e luci accese. Gare clandestine di risciò nei miei percorsi cerebrali. Mi manca Emy. Mi manca Emy anche se non la vedo solo da qualche ora. Mi manca ancora Emy perchè con lei non c'è bisogno di perchè. Mi mancano i commenti di Emy, così li riattivo. Lungomare. Spiaggia deserta e brezza marina con cielo stellato. Fantasie vertiginose. Sinfonia di ossa rotte. Afa milanese. Mi manca Emy. Censura. Forellini Geox nei neuroni. Inchiostro a sprazzi sul diario delle emozioni. Ventilatore a livello 2. Nutella e cornetti. Sete. Voglia di te. The OC soundtracks. Lapo. Volto inumidito dalla bava dopo due due ore di coma profondo anti-disperazione da rientro. Alieni in vista. Farfalla kamikaze all'attacco. Mi manca Emy e mi auguro che almeno lei non sia solo un mio sogno allucinogeno. Dio non esiste. Un due tre, strilla Mao che miagola. Ciuf. Ciuf 2. Pensiero stupendo. Preoccupazione da saldare. Preoccupazione=pre-occupazione? Tirocini del cazzo. Fate e gnomi alla presa del potere. Arredamenti etnici. Nebbia sul monitor. Palpebre in pensione. Mi manca Emy. Silenzio. Ho detto silenzio. Prot. Rewind alla Vasco Perdita sensi. Trip ultraterreni. Mi trovo su Giove, qua la mancanza di Emy è ancora più pesante. Relazione di proporzionalità inversa tra affetto e distanza. Calamite viventi. Buona notte. Forza residua: dati non pervenuti. Mi manca Emy perchè è unica e l'unica. Il resto è un bla bla bla. Mi sun dre turnà. Ciapa sta rima. Altro che accento bolugnes.
Bu!
Altro che hit estive. 7/7/2007 .Dito medio sul mondo Questo Space non mi appartiene da troppo, troppo tempo.
Una volta riuscivo a parlare di me essendone convinto sul serio, oggi non più. Sono estraneo a me stesso. Ero convinto di fottere il tempo, di fottere ogni forma di dolore, di affrontare tutto di petto solo perchè qualche volta m'è andata di culo che il timeout mi ha dato per vincente prima che potessi frantumarmi in mille pezzi. Tante teorie e pratiche inesistenti. Consigli da dare sempre alla mano, ma che cazzo vuoi consigliare se con le tue perle di saggezza non sei manco buono a tenere in piedi la tua vita? Non ho nulla da offrire se non un'immagine di me che mi sono costruito come corazza, facendola poi diventare la mia stessa identità. Non mi serve a nulla nemmeno segregare la mia età. Ho 17 anni, se a qualcuno stona il numero se ne andasse a fanculo. Inutile tirare troppo la corda, parlo tanto di lacrime ma poi il primo stronzo sono io. Che vi devo dire, godetevi la vita come meglio volete. Ma non nominatemi in alcun modo, quello che avete visto non fa parte di me ed io voglio solo essere me stesso. Gli scrittori scriveranno romanzi e quant'altro. I poeti faranno poesie. I musicisti faranno musica. . I calabresi sono gli ultimi ma saranno i primi (genialità spot regione Calabria) Il mondo sarà sempre un mondo anche senza leggere pezzi scritti da un'identità che non mi appartiene. Ho perso troppo tempo ad editare interventi inutili, non c'è più alcun motivo per farlo. Non ora, non così come ora. Godetevi la vita e vaffanculo. Io me ne vado in ritiro la dove ho dimenticato di esistere. Tornerò a scrivere quando e se ne avrò voglia, fino ad allora è inutile che vi lasci commentare, sopratutto per quanto riguarda questo intervento che non è altro che una dichiarazione personale scritta per fare un resoconto di quel "me" che ho sempre barricato aggrappandomi ad alibi di ogni tipo. Sono debole, e ho voluto esserlo anche per scelta. Non ho bisogno di nascondermi, di seppellirmi sotto un surrogato di merda avariata, di rinnegare ciò che sono stato fino ad ora. Quindi fanculo. Io non ho paura di sbagliare, tantomeno di rimediare.
Emy, la musica in sottofondo è dedicata a te.
Anche se avrei voluto essere davvero degno di te, non ho mai dimenticato e mai dimenticherò. Ti dedico quel poco di me che ancora mi resta, anche se non sarà mai abbastanza per poterti dire quanto sei importante per me. Ti amo. 7/3/2007 FatoLumini di speranza invadon tutto il cielo donando ad ogni corpo un rizzato pelo Frutto del sogno, il voluto desiderio s'innesca e fra gocce di pioggia incomincia la pesca Ricercar frenetico di uno spiraglio di fuga in quel piatto che pieno contiene foglie di lattuga Imprigionati, la mente crea un nostro fato destino prescritto a noi un giorno allegato Cedon radici di piante ormai vecchie cedono vite di persone a noi strette vendute ad un verme, a quel lurido fato in un giorno che ora diventa dannato Fatta la pace con la cella sbarrata riecheggia nell'aria una canzone intonata ricordo debole, quel dì fatato abbraccio di un mondo ch'è appena nato I varchi nei muri diventan ombre ossessive segni di un mare che rincorre le rive investendole, ricamandole di troppi "se" probabilità indesiderate risuonanti in un "me" Guardati intorno, il mondo sta nascendo sopra le teste di chi crede di stare vivendo il cielo è alto, fin troppo per un misero salto Siamo idoli su un palco le cui luci stan per spegnersi siamo piccoli lumini che faticano ad accendersi siamo prodotti delle nostre stesse gesta siam coloro che seminando vento colsero tempesta. E mentre la mente vola spensierata su monti, non dimenticare Siamo noi, gli unici artefici dei nostri orizzonti.
6/25/2007 Fervido orizzonteFingere l'inspiegabile, nascondendo la ragione prepotente sotto mani innocenti rivestite di ruvide realtà. Tastare la vittima morbida, vederla ignara contorcersi su sè stessa, intenzionata per brevi attimi eterni a riporre il proprio scudo là dove le battaglie non hanno inizio nè fine. Assaporare la debolezza, nutrendosi di ogni spiraglio di dolorosa penetrazione, lasciando al dubbio ogni ripensamento coscienzioso. Respirare aria sporca, contaminando ogni polmone, ogni respiro di ogni persona. Vittima senza volto. Celati dietro all'ombra, intravedere follia ed istinto riassunti in un sol corpo, una sola ragione che nutre occhi porgenti cupa serenità. Pupille dilatate, lo sguardo si pone su orizzonti tramontati, quelli persi, lasciati al loro proseguimento senza portar con sè la nostra attenzione, poichè quelli non eran altro che timori e paure e, come tali, avevan da tramontare. Offrire frutti di speranza, succosi già in superficie dinanzi allo sguardo affamato. ![]() Morso non dato è morso prelibato, così che le mani colme di generosità compaiono improvvisamente alla luce, ruvide più che mai. Orizzonti abbandonati risorgono di fronte al sole impietrito, fornendo al cielo scaglie di rosso sangue, rosso timore, rosso fervore. Dinanzi a tal gioco, fornire in pasto il succo della consapevolezza residua, ciò che di ingenuità coltivata con estrema convinzione non riveste più alcuna traccia. Fervore fioco all'orizzonte, ti pare di scorgere il mio volto come vittima del tuo gioco, senza però riuscir a giocare sugli spiragli riposti nella mia ruvida inconsapevolezza. Questo gioco è' tempo perso, credimi, è solo tempo perso. Simo E ora che il tuo animo si sente così additato, ...Credi davvero che io mi stessi rivolgendo proprio a te? O questa sensazione è forse frutto dei tuoi stessi orizzonti abbandonati, dei tuoi stessi timori? 6/13/2007 Varco essenziale
Musica e note che non hanno bisogno di un "perchè".
Melodia che giunge senza alcun preavviso, strappando di colpo tutto ciò che si ha dentro. E' una lacerazione vera e propria, questa. Il respiro si affanna, i brividi danno segno di un coinvolgimento magico. Immobile, lasciarsi rapire dalla melodia che oramai riecheggia nella mente, quasi fosse una vera e propria necessità. Non vedere il volto mentre si scrive, in compenso però sentirlo andare a ritmo col testo, diventando un tutt'uno che scorre fluido mentre semina il vento il cui raccolto è un inconsapevole tempesta dalla quale non si piò sfuggire. Chissà se il cielo, anch'esso immobile, riesce ad avvertire questa pulsazione tanto forte da far male... Chissà se si è affacciato al balcone del nuovo giorno con un vestito grigio perchè è triste, o magari confuso... Chissà se questo cielo è in grado di sentire fin quaggiù, qua dove le rondini volano libere annunciando il temporale imminente... No, forse no. Forse lui non sa di cosa io stia parlando e, pur non sapendo ciò che gli vorrei dire, non intende ascoltare voce alcuna. Musica preziosa che apre un varco dentro sè stessi, là dove si intrecciano i più grandi enigmi celati dietro labirinti distesi oltre i limiti dell'immaginazione, là dove si combatte la vera guerra, quella con sè stessi. Il combattimento più violento che evitiamo, quello che potrebbe trasformarsi in piuma che accarezza i sensi rendendoli indifesi e dal quale invece fuggiamo via, convinti di essere più veloci di qualsiasi ostacolo che incontriamo a causa delle nostre scelte. Godetevi la vita così come vi godete la vostra quantità di nicotina giornaliera, ma fatelo levando di mezzo qualsiasi filtro che fa da interferenza all'essenza delle cose. La musica è l'essenza, in questo caso. Io vi fornisco un varco, a voi la scelta se attraversarlo o meno. Simo 5/27/2007 Meta indugiata![]() Degusto il giorno, accompagnandolo con due cucchiaini di zucchero. Nubi ben in vista proseguono veloci, intenzionate ad avvolgermi nel loro grigio funesto. Attendo la pioggia, sprovvisto di ombrello. Nessuna copertura per me, grazie. Gocce fredde piombano giù dal cielo senza chiedere il permesso, ed io senza chiedere il permesso lascio che rimbalzino su di me, su quel muro che impassibile prosegue il suo cammino. Accordo la vita in modo che suoni più speranzosa, un La bemolle che squarcia il corpo di un'allegria innata, ma poi le corde mi ricordano che sono un profondo, cupo ed intensamente infinito Do minore. Petali freddi mi sfiorano le braccia...Il vento giunge sempre come una carezza nel sonno infestato da incubi apparentemente surreali. Cambio vagone in una terra nella quale mi addentro senza alcuna meta, nutrendomi di ogni centimetro che percorro a gambe incrociate. Luci e ancora luci, sguardo intermittente su un mondo che sfugge via come una discesa veloce dallo scivolo della vita. Il tempo intrattiene fluidamente il pensiero, rendendolo pedina in un gioco al quale partecipa senza saperlo. "Fanculo pensiero" ti viene da dire. E invece, anzichè pronunciarle, leggi quelle parole in un istante sfuggentemente interminabile, ritrovandoti in un batter d'occhio di fronte alla meta che appare improvvisamente, più nitida che mai. In fondo lo è sempre stata. Il tempo necessario per rendersi conto di esserle corso incontro senza aver dovuto indugiare per un solo istante...Eccola, la meta è proprio lì di fronte, la dove l'indugio, qualora fosse esistito, avrebbe condotto ad un solo, misero ologramma di rimorsi. 5/13/2007 Senza nome.Senza nome...Già, senza nome. Il blocco note mi pone un quesito: cosa sarebbe mai questo spazio bianco senza un titolo, una definizione? Nulla, forse. O forse tutto. Il bianco, questo bianco, è ricolmo di tutto ciò che queste mie parole vanno a distruggere: il semplice vuoto. Il vuoto dal quale si tenta sempre la fuga, via dalla solitudine, via dalla tristezza, via da tutto ciò che non è sorriso. Ma ci si dimentica di quanto sia grande, immenso il valore del vuoto silenzioso. Angoscia. Sgomento. Disperazione. Tristezza. Perchè mai nasconderle? Perchè mai fuggire? E' un processo ciclico, questo. Perchè mai scappare se si ritorna sempre al punto di partenza?
Il dolore è lacerante, ma quanto è lacerante non potersi difendere dal dolore? E così, sguardo fisso, vedo il mondo compiere giri su se stesso, per poi ritornare sempre la dove ha cominciato a roteare via, rumorosamente, dal dolore. Nel frattempo non vedo i vostri volti, ma so bene che in preda ai vostri innumerevoli giri su voi stessi ritornate qui, silenziosi come non lo siete mai stati. Senza nome.
E se la strada fosse tutta in discesa, saresti realmente disposto a veder tramontare, forse per sempre, l'orizzonte su cui hai sempre basato le tue vedute? 4/22/2007 Pettine mentaleLa mente è una gabbia nella quale siamo tutti inesorabilmente rinchiusi. Rantolanti su noi stessi, gettiamo via pensieri indesiderati come spazzatura, pur consapevoli che le fiabe non esistono nel cervello e che dunque prima o poi l'indesiderabile momento tornerà come un nodo al pettine dal quale non ci si può districare. Fughe su fughe. Fughe da cosa? Fughe dal nodo da noi stessi creato. Bello pettinarsi al mattino, uscire di casa nella speranza che un occhio curiosamente affascinato cada su di noi, vero? Ma in realtà non si fa altro che rendere più liscio e scorrevole quel groviglio di pensieri che sta un pò più in là, dentro la gabbia... Quella gabbia le cui sbarre facciamo finta di non vedere, convinti che prima o poi spariranno come ghiaccio gelido di fronte al sole torrido di un'estate senza fine. Puf, ed i problemi si volatilizzano. Puf, e il principe azzurro compare nella fiaba, alleviando il nodo momentaneo. Puf, e tutto scompare. Veloci, scorrono scelte troppo spesso attribuite al fato, al destino... Perchè come fai a pettinarti il retro della nuca se non riesci a vedere il tuo riflesso a meno che non intervenga qualcun altro in soccorso? Ed all'improvviso ti accorgi che i nodi sono come i rami. Rami la cui radice parte in quella gabbia buia, dove i pensieri vengono dribblati come ostacoli di poco conto. Poi... Il tempo passa, è vero. Ma i rami si allungano, le radici si nutrono, i frutti maturano. E la nuca resta spettinata, in attesa che venga sistemato il vero nodo: quello che sta al suo interno. Ed intanto lo specchio mi ricorda che sono spettinatamente me stesso. << Passato | Presente >>
A "tu per tu" con me stesso, in un "tempo fa" senza dimensioni. 13 Aprile 2007 Quanto tempo...Quanto tempo che non avvertivo questa strana sensazione di colmo vuoto...La saggezza del silenzio le cui parole inespresse sono quelle che rimangono impresse nell'anima come preziosi bollini di vita.
Disarmato, ripongo ogni corazza nella cesta ricolma di sciocchezze...Mi godo i respiri come un drogato si gode una striscia di paradiso bianco in polvere, lasciando fuggire i pensieri su una zattera solitaria che si lascia trasportare dalla quiete del mare. Fuori c'è vento. Le nuvole lentamente svaniscono. Anch'esse si lasciano trasportare dalla brezza che tira questa sera. Caldo e freddo giocano tra loro. -Ehy signor Caldo, guarda che ora è il mio turno!- -Eh no, eh! Mi sembrava d'esser stato chiaro. Fino alle 23 tocca a me!- --Ma uffa! Non è giusto, io adesso ce lo vado a dire a mamma Pioggia così poi impari!- Il caldo a quanto pare ha vinto, a giudicare dalla sensazione di sudore appiccicoso che mi invade le mani... ...Giorni che passano. Giorni che restano, immobili, fermi su quel piedistallo chiamato Senso. " è il mio corpo che cambia nella forma e nel colore, è in trasformazione..." cantavano i Litfiba. Note che sanno di passato, note che un pò si tuffano nel presente quando fermo il tempo e scorgo il mio volto mutato. E mi viene da sorridere in fin dei conti mentre isolandomi dal tempo mi balzano alla mente giornate di una vita fa...Giornate semplici, un pò stupide, un pò motivate dalla cazzata del giorno. E tò un falò in mezzo alla città, tò una guerra di petardi, tò le corse via dai vecchietti infuriati dagli scherzi telefonici di ragazzi immersi un'estate fin troppo calda e semplicemente priva di impegni, veri impegni. Ed ora...Quanto di me è rimasto in quello specchio nel quale scruto il mio riflesso? Quanti aspetti di quel "me" sono comparsi senza preavviso, senza domandare nulla, senza portare giustificazioni per delle presenze di troppo? E domani? Già, domani. Domani cosa ne sarà dello sguardo riflesso nello specchio che in questo presente scruto minuziosamente? Lascerà forse spazio a stufefazione? Rimorsi? Lamentele? Infiniti punti di domanda poggiati su ciò che non è stato fatto? Boh. Sta di fatto che questo processo ha già iniziato il suo corso, e mentre scrivo infiniti punti di domanda il mio presente si sta facendo sempre più passato. I rimpianti si fanno troppo vicini. Ed allora me ne frego, alzo la testa e comincio a correre felice e spensierato via dai problemi, via da questi dannati rimpianti, direzione sorriso. Rivoglio ciò che ho visto sparire in un batter d'occhio, rivoglio ciò per cui ho lottato insistentemente e che ora vola via dai miei occhi pietrificati. Rivoglio il mio passato presente, quello che, a differenza di quelo remoto che ho volutamente abbandonato, ho visto allontanarsi verso l'orizzonte di un nuovo futuro sconosciutamente inesplorato senza di me. A volte gli specchi fanno magie, basta saper guardare al loro interno.
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